RADAR 21 – 27 LUGLIO 2025
GIUSTIZIA: la riforma viene accolta in maniera tiepida, ma ad oggi in un ipotetico referendum confermativo prevarrebbe il «Sì». Il rapporto degli italiani con la Giustizia ha avuto alti e bassi negli ultimi trent’anni. All’epoca di Tangentopoli la fiducia nella magistratura fu elevata, ma poi nel tempo andò incrinandosi, soprattutto per via dell’atteggiamento critico, molto diffuso nell’area di centrodestra, motivato dalla presunta
militanza politica dei magistrati. La Riforma della Giustizia recentemente approvata in prima lettura al Senato mira a risolvere proprio il problema della commistione tra giustizia e politica, ma solo una parte minoritaria dei cittadini ritiene che la nuova legge sarà
risolutiva in questo senso. Più in generale, la riforma viene accolta senza particolari entusiasmi, ma non suscita nemmeno riscontri eccessivamente critici. La percezione comune è, ad ogni modo, che per il cittadino medio non cambierà molto. Tuttavia, nella simulazione di un referendum confermativo della riforma, gli elettori orientati a votare «Sì» ad oggi prevarrebbero sui contrari. Naturalmente si tratta di un dato da prendere con prudenza in quanto non contempla l’effetto della campagna referendaria, ma ci fornisce una prima idea degli orientamenti degli elettori. In particolare, mentre nel centrodestra il
sostegno alla riforma appare compatto, nel centrosinistra l’avversione non risulta altrettanto solida. Questo è dovuto in parte anche al fatto che soltanto un terzo degli italiani oggi pensa che le indagini dei magistrati su questioni giudiziarie che riguardano i
politici siano del tutto oggettive e prive di fini politici.
PRIVACY VS SICUREZZA: per il 75% l’oggetto che può mettere più a repentaglio la privacy personale è lo smartphone. Nel dibattito pubblico, la sicurezza personale e il diritto alla privacy sono due elementi che spesso vengono contrapposti: la tutela dell’uno a discapito dell’altro. Ma nell’opinione pubblica apparentemente questa contrapposizione
non sembra esserci: tra le due, gli italiani danno una netta preferenza alla tutela della sicurezza (61%). La maggior parte degli strumenti o provvedimenti testati viene quindi
percepita principalmente come una misura di tutela della sicurezza, più che come un’indebita intrusione nella privacy. Geolocalizzazione e telecamere di videosorveglianza sono le più accettate come strumenti per garantire maggior sicurezza, mentre si mostra un po’ più cauto l’approccio verso il riconoscimento biometrico facciale su treni, aerei e trasporto pubblico. L’unica eccezione riguarda le intercettazioni della magistratura, che dividono equamente l’opinione pubblica tra chi le considera una misura di sicurezza e
chi, invece, un’invasione della privacy. Tra le risposte degli italiani emerge quindi un elemento distintivo. A dare più fastidio non è tanto il possibile monitoraggio di spostamenti o attività compiute alla luce del sole, quanto l’eventuale ascolto o lettura di conversazioni strettamente private. Lo smartphone (75%) si conferma quindi come l’oggetto che più di ogni altro può mettere a rischio la privacy personale, poiché racchiude buona parte del nostro vissuto più intimo: conversazioni private, fotografie e dati sensibili.
LE REGIONI PREFERITE DAGLI ITALIANI: territori ed eccellenze a confronto. L’Italia è un Paese ricco di sfumature: ambienti diversi, culture locali radicate e
tradizioni che attraversano arte, cibo e paesaggio, creando un’esperienza
nazionale fatta di buon vivere, bellezza e sapori. Ma quali sono oggi le regioni
che più affascinano e attraggono gli italiani? Potendo scegliere liberamente dove vivere, molti italiani si sposterebbero verso le regioni del Nordest. In particolare, il Trentino-Alto Adige domina le preferenze per il connubio che offre tra qualità della vita e natura
straordinaria. Quando si parla di cucina invece, il Sud Italia si distingue nettamente come
vincitore: un italiano su due premia le regioni meridionali per la forza della tradizione gastronomica e l’uso di ingredienti autentici. La Sicilia svetta su tutte, grazie a una cucina identitaria e ricca, impreziosita da una pasticceria considerata unica nel panorama nazionale. Anche per l’estate il richiamo del Sud è forte, ma a trionfare è la Sardegna: la
regione è vista come la meta estiva perfetta per chi cerca mare cristallino, confermando la preferenza degli italiani per l’estate al mare. L’immaginario vacanziero si concentra qui, tra spiagge iconiche e atmosfere rilassate. E quando si tratta di consigliare una regione a chi visita l’Italia per la prima volta, a imporsi come meta ideale è la Toscana. Considerata la sintesi perfetta tra arte, paesaggi e buona cucina, la regione si afferma come porta d’accesso privilegiata all’esperienza italiana. Sul podio anche Sicilia e Puglia, apprezzate
non solo per le loro eccellenze culturali e naturali, ma anche per l’accoglienza autentica e calorosa delle persone.


