sabato, Febbraio 24, 2024

THE SCIENCE OF WHERE: MAPPARE LA COMPLESSITÀ TERRITORIALE

La proposta di questo libro, scritto da persone con grande esperienza di amministrazione pubblica, nasce dalla centralità di un approccio geografico per comprendere, e cercare di governare, i problemi complessi e interrelati che riguardano le nostre comunità umane.

Scrive Christopher Thomas (Can Mapping Help Mend Social Divides?, Esri): In their book, Goldsmith and Coleman point to examples across the US where a possible fix to a problem became evident through geographic awareness and collaboration among interested parties. In all cases, the focus was on the people needing to be served and not the agency providing the service.

Nelle parole di Christopher c’è tutto il tema della “città collaborativa”, una città di relazioni con le persone al centro. Le istituzioni sono chiamate a servire questa rete e le soluzioni tecnologiche di The Science of Where servono a mostrare la realtà per consentire una migliore governance delle città a fini sociali.

Nel libro si evidenziano casi concreti di difficoltà nella erogazione di servizi pubblici essenziali sul territorio. La mappatura geografica diventa decisiva per rivelare dove sono i problemi e come l’amministrazione possa intervenire a esclusivo vantaggio dei cittadini.

Il lavoro è quello di creare circoli virtuosi tra soggetti in dialogo: del pubblico, del privato, del privato sociale. Una volta individuati i problemi e consolidati gli strumenti per l’analisi geospaziale, infatti, ci vogliono risorse finanziarie e regole legislative adeguate. Insomma, è un tema sistemico.

Così Christopher Thomas conclude il suo articolo: Often, the result of geospatial analysis can be a surprise to those who may not have been fully aware of who their community members are and what they need. “You don’t really appreciate the conditions someone is living in until you can see and understand those conditions, where they’re located and how different they are from the ones you experience,” Goldsmith said. By connecting with maps to show and describe those conditions, Coleman thinks leaders can build the political capital necessary to intervene in some of our most difficult problems. The authors noted: “If you live in a world where you never see poverty, homelessness or starvation, you don’t have an accurate opinion of the challenges faced by other folks.”

 

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