venerdì, Giugno 14, 2024

L’ANGOLO DEL SONDAGGIO. A cura di Radar SWG

Radar  20 – 26 maggio 2024

L’UE E LE TENSIONI INTERNAZIONALI: per i cittadini europei bisogna investire nella difesa e continuare a supportare l’Ucraina. Polling Europe, società di ricerca basata a Bruxelles e nata dalla collaborazione tra SWG e l’istituto di ricerca francese OpinionWay, ha recentemente realizzato un’indagine su un campione di cittadini dei 27 Paesi Ue. I dati evidenziano come i conflitti in corso abbiano forti risvolti sulla percezione dei cittadini Europei in campo geopolitico. Un’ampia maggioranza dei cittadini dell’Unione ritiene infatti necessario aumentare gli investimenti nel campo della difesa, tema particolarmente sentito nei paesi geograficamente più vicini al conflitto. In linea con questa tendenza si rileva anche un accordo maggioritario per l’aumento della produzione di munizioni nel vecchio continente e per la destinazione di una parte del budget dell’UE al settore della difesa. Rispetto al resto d’Europa, però, gli italiani si mostrano sensibilmente meno favorevoli. Sul fronte bellico, il supporto nei confronti dell’Ucraina è diffuso: 2 cittadini europei su 3 sono favorevoli a continuare ad imporre sanzioni economiche alla
Russia e oltre la metà sostiene l’invio di armi all’Ucraina. Al contempo, forme di supporto più dirette, come l’invio di truppe a supporto logistico o al fronte, raccolgono un consenso ben minore, specialmente in Francia ed in Italia. Nel complesso, lo scenario geopolitico agli occhi degli europei appare sfaccettato. Se alcuni paesi, come Stati Uniti e Regno Unito, sono considerati amichevoli da un’ampia maggioranza, su altri l’opinione pubblica dell’UE è piuttosto divisa, è il caso di Brasile, Israele e India. Chiari invece i paesi nemici, tra cui spiccano la Russia e l’Iran, a seguire Cina e Arabia Saudita.

GIOVANI E IA: più ottimismo, ma serve controllo. La maggior produttività lavorativa favorirà l’equilibrio vita-lavoro. Il 21 maggio siamo stati alla Microsoft House di Milano per una mattinata di riflessioni sulle opportunità dell’Intelligenza Artificiale Generativa per il mondo del lavoro. Segue un estratto della ricerca, voluta proprio da
Microsoft, che guarda al futuro mettendo al centro le opinioni dei giovani. Nell’ultimo anno sono cresciuti i timori dell’opinione pubblica verso lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale: oggi il 41% (+12 da marzo ‘23) si dichiara preoccupato e fa prevalere i rischi sulle opportunità. Ma tra i giovani si registra più ottimismo: il 57% degli under 35 accoglie l’IA positivamente, purché se ne mantenga il controllo. 1 giovane su 2 è convinto che l’IA possa contribuire all’innalzamento dei livelli generali di benessere (con maggiore scetticismo sulla redistribuzione della ricchezza) e il 66% crede che grazie a questa tecnologia potremo
affrancarci dalle mansioni più ripetitive (con il timore, però, di essere sostituiti anche nella creatività). Per la maggioranza relativa dei giovani, grazie all’AI saremo più produttivi, efficienti (48%) e competenti sul luogo di lavoro (40%). È opinione diffusa che l’impatto positivo dell’IA sulla produttività lavorativa potrà avere un prezioso riverbero anche sulla vita privata. Per il 60% dei giovani (+7 punti rispetto alla media nazionale e contrapposti ad un 24% di scettici) grazie al miglioramento della produttività saremo in grado di
ottimizzare i nostri tempi di vita privata e guadagnare tempo libero. Non solo: per il 56% (contro un 27% di scettici) l’IA sul lavoro stimolerà la flessibilità e favorirà la conciliazione vita-lavoro.

BEVANDE ZUCCHERATE: considerate dannose per l’organismo e la proposta della «Sugar tax» riscuote un discreto sostegno. Secondo i più recenti dati ISTAT sono poco meno di 6 milioni (pari a circa l’11% della popolazione maggiorenne) gli individui che consumano con una certa regolarità bevande gassate, con una forte concentrazione soprattutto nelle fasce di età più giovani. Numerosi studi scientifici dimostrano tuttavia che le bevande con un alto contenuto di zuccheri sono dannose per la salute e possono aumentare il rischio di obesità e malattie, cosa di cui però non sembrano essere pienamente consapevoli gli italiani. Tra tutti i cibi e alimenti che, se consumati in maniera eccessiva, aumentano il rischio di danni alla salute, solo poco più 1 su 5 identifica gli zuccheri aggiunti delle bevande quali potenziali responsabili dell’aumento dei tassi di
incidenza di patologie croniche. Nella percezione generale, tuttavia, le bevande zuccherate, soprattutto i soft drink (anche se light) e le bevande energetiche, sono ritenute non salutari. Considerati meno nocivi i succhi di frutta. Al fine di limitare il consumo di queste bibite dannose per l’organismo, è da anni che si discute di una proposta di legge, la «Sugar Tax», ovvero un’imposta sulle bevande zuccherate già presente in molti Paesi. La tassa viene accolta favorevolmente da quasi il 50% dei consumatori, mentre il 38% si dichiara
contrario. Ciononostante, gli effettivi benefici della tassa non convincono del tutto l’opinione pubblica. Infatti, il 57% crede che l’applicazione della Sugar Tax difficilmente distoglierebbe dal consumo di bibite zuccherate. Ecco quindi che in molti si pongono dei dubbi sul reale impatto positivo sulla salute e, oltre ciò, quasi metà dei rispondenti ritiene che si possa verificare un effetto negativo sull’occupazione nel settore agroalimentare.

Radar_20 – 26 maggio 2024.pdf (swg.it)

 

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