Il conflitto nel Golfo ha ora mietuto diverse nuove vittime: i data center. Questo segna un cambiamento epocale nella guerra e costringerà le aziende tecnologiche a rivalutare il loro approccio alla difesa nazionale. Difenderli efficacemente significa una nuova politica da parte del governo statunitense, una politica che crei deterrenza non solo per proteggere la vita e la salute, ma anche i dati. Nei primi giorni di questo conflitto nel Golfo, l’Iran ha preso una decisione strategica: ha colpito due data center di AWS negli Emirati Arabi Uniti (EAU) e un altro in Bahrein. I danni sono stati moderati, ma l’interruzione è stata estesa, colpendo ogni settore, dalle banche ai servizi per i consumatori. Poi, l’11 marzo, un attacco ha colpito un data center collegato alla Bank Sepah di Teheran che conteneva i dati salariali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e dell’esercito iraniano. Questo attacco ha interrotto il pagamento degli stipendi ai militari iraniani e, secondo il Jerusalem Post, l’online banking è almeno temporaneamente fuori servizio. – Data Is Now the Front Line of Warfare


