venerdì, Marzo 1, 2024

DIPLOMAZIA E TECNOLOGIA. UNA PROSPETTIVA

Quella tra tecnologia e diplomazia è una relazione alla quale dovremo sempre più abituarci.

In un mondo caratterizzato dalla crescente complessità, e da guerre con respiro globale, gli scenari che si aprono appaiono sempre più inestricabili.

Roland Bouffanais e Sun Sun Lim sono autori di una interessantissima riflessione per il sito The Interpreter del think tank Lowy Institute, Computational diplomacy – the science of an art?

Se il fattore umano continuerà a rivelarsi decisivo, è la grande partita dell’utilizzo dei dati a fare la differenza. Scrivono gli Autori: Digital disinformation, cyberwarfare and AI-driven military campaigns have changed the face of geopolitics and raised the stakes for diplomatic negotiations. In a complex and rapidly technologising world, can we conceive of diplomacy to also be enhanced by computation? Computational diplomacy is a nascent field of computational social science that seeks to marry insights from complexity science with international relations to illuminate the nature of diplomatic activity and its effects.

La frontiera della “computational diplomacy” si colloca come un miglioramento della diplomazia classica, e non potrebbe essere diversamente. Di fronte a crisi gravissime, come quella in Ucraina, occorre tornare alla nobilissima arte del negoziato diplomatico, peraltro silente (al di là della riservatezza) in questi mesi. Aiutare l’intuizione e la pazienza diplomatica con gli strumenti della rivoluzione tecnologica è fondamentale.

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