venerdì, Marzo 1, 2024

DAL MATTONCINO AL METAVERSO

Il gioco, anche quello per bambini e famiglie, può essere una cosa tremendamente seria, soprattutto se il settore ha risentito a lungo della crisi economica o semplicemente di un cambio dei gusti del pubblico. Qualcosa del genere ha vissuto negli anni scorsi perfino una corazzata come Lego, peraltro uscendone brillantemente proprio negli anni della pandemia. Si è saputa adeguare ai tempi, la multinazionale dei mattoncini cui intere generazioni di bambini e ragazzi, poi divenuti adulti, si sono affezionate. Le costruzioni sono sempre state un caposaldo nelle attività ludiche, sia perché attività anche educativa, sia perché quel tipo di gioco sviluppa la mente, sia perché completare la propria costruzione dà sempre una grande soddisfazione, a qualunque età.

Eppure, anche Lego negli anni scorsi, quelli precedenti al Covid, aveva vissuto un calo delle vendite e si è dovuta ripensare, mantenendo certo la propria gloriosa tradizione, ma insieme guardando avanti. E dove ora si può guardare, se non nella prospettiva del metaverso? Così è nata la collaborazione tra Epic Games e Lego che ha creato e sta creando nuovi spazi destinati alle famiglie, certo virtuali ma ormai più che mai reali.

A questa svolta, l’azienda è arrivata dopo avere sfruttato al meglio le possibilità paradossalmente offerte proprio dagli anni della pandemia, che hanno costretto molti di noi a rimanere in casa. Le vendite e gli utili di Lego sono cresciuti in questo frangente di quasi due terzi, grazie a una strategia che sapeva rinnovare la tradizione: soprattutto il lancio di Lego City, la gamma che comprende tutti i pezzi per costruire le città in miniatura, ma anche Icons e i set di costruzioni legati alle saghe come Harry Potter e Guerre Stellari.

Si tratta di una crescita di quasi il doppio rispetto ai principali concorrenti che sono Mattel e Hasbro. Un bilancio lusinghiero che la multinazionale ha potuto festeggiare nel 2022 quando ha compiuto 90 anni e che in qualche modo costringe Lego a guardare ancora al futuro. Da qui il salto in avanti con l’intesa raggiunta con Epic Games, costruendo uno spazio nel metaverso che vuole essere un luogo divertente per bambini e famiglie, i quali possono in questo modo sviluppare abilità e creatività. Lego va quindi in controtendenza rispetto ad altre aziende che si sono ritratte quasi “scottate” da un metaverso che ancora non ha del tutto un’accezione comune. La considera invece una svolta praticamente naturale, tanto da triplicare il numero di ingegneri del software, al fine di adottare un approccio tanto fisico quanto digitale.

E si può immaginare, come passo successivo, un approccio con il BIM, il Building Information Modeling che ormai è diventato uno standard nell’edilizia come metodo per ottimizzare la pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni attraverso un software, visualizzando inoltre la costruzione virtuale come un modello geometrico a tre dimensioni. E allora, se il suggerimento arriva proprio dallo “sviluppo adulto” e professionale della costruzione, come non pensare di poter utilizzare questa opportunità anche per i cari, vecchi mattoncini Lego, che spesso sono stati una base per apprendere nozioni quando molti ingegneri erano bambini e semplicemente giocavano a creare le loro costruzioni? Il BIM sembra proprio una strada tracciata, quasi un suggerimento che nasce da solo, verso chi cerca nuove strade virtuali per il solido mattoncino colorato che non tramonta mai.

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