La Repubblica Popolare Cinese sta esportando un sistema integrato di dispositivi intelligenti, infrastrutture dati e standard di governance. Attraverso la politica industriale, la sovrapproduzione sostenuta dallo Stato e l’asimmetria strategica dei dati, Pechino sta costruendo un’architettura IoT globale progettata per integrare gli standard, l’influenza e la governance della Repubblica Popolare Cinese negli ambienti connessi di altri paesi.
Dominando componenti fondamentali come i moduli IoT cellulari e orientando gli standard globali attraverso iniziative come China Standards 2035, Pechino sta creando dipendenze a lungo termine nella catena di approvvigionamento e riscrivendo le regole dell’interoperabilità digitale.
I dispositivi prodotti dalle aziende cinesi spesso comportano rischi intrinseci: vulnerabilità non corrette, accesso obbligatorio da parte del governo ai sensi della legge cinese sulla sicurezza dei dati e utilizzo in operazioni informatiche come Volt Typhoon e LapDogs.
L’espansione nei mercati emergenti è alimentata dalla diplomazia della Via della Seta digitale, dai finanziamenti agevolati e dagli accordi infrastrutturali chiavi in mano, come dimostrano le piattaforme per città intelligenti di Huawei e i sistemi di elettrodomestici in bundle di Haier distribuiti in Asia, Africa e America Latina.
Guardando al futuro, la diffusione globale delle piattaforme IoT cinesi segnala una spinta più profonda verso la definizione delle basi dell’infrastruttura digitale, dove l’influenza sui dispositivi connessi si estende gradualmente alle norme, ai flussi di dati e ai modelli di governance.
Smart Device Empire: Beijing’s Expansion Through Everyday Digital Infrastructure – Jamestown


