La minaccia più grande e immediata per i sistemi spaziali non sono le armi anti-satellite; sono gli attacchi informatici. Nell’ottobre 2025, un gruppo di informatici dell’Università della California, San Diego e dell’Università del Maryland ha intrapreso uno studio per intercettare i satelliti geostazionari in orbita. Aspettandosi di trovare qualche difetto nei sistemi spaziali durante la scansione del traffico internet, hanno invece intercettato enormi quantità di comunicazioni private e potenzialmente sensibili. Alcune di queste provenivano da fonti governative e militari. Nell’agosto 2025, i ricercatori tedeschi, durante una conferenza sulla sicurezza informatica Black Hat a Las Vegas, hanno dimostrato come il software e le librerie di crittografia utilizzate dalla NASA e da Airbus potessero essere sfruttati per arrestare, spostare o mandare in crash il software di volo di un satellite. Sono state rilevate ulteriori falle software nell’app open source OpenC3 Cosmos che consentivano l’esecuzione di codice remoto (in cui codici arbitrari vengono eseguiti su un sistema di destinazione da una posizione remota) e attacchi cross-site scripting (in cui script dannosi vengono iniettati in un sito web attendibile) sulle stazioni di terra.


