martedì, Settembre 28, 2021

LA “SAPIENZA“VA IN ORBITA

Al via il razzo Vega con 5 satelliti tra cui Ledsat. Si tratta di un piccolo satellite educativo realizzato dall’Università Sapienza di Roma con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Il CubeSat LedSat (Led-based Small Satellite) è il primo dei quattro previsti della costellazione europea Pléiades Neo. Il progetto, sviluppato da studenti e ricercatori del laboratorio S5Lab – Sapienza Space Systems and Space Surveillance Laboratory, è coordinato da Fabrizio Piergentili e da Fabio Santoni, rispettivamente del Dima Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale e del Diaee Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica della Sapienza.

La missione è stata ideata in collaborazione con la University of Michigan, mentre lo sviluppo del satellite è supportato dall’Asi nell’ambito del Programma Ikuns (Italian-Kenyan University Nano-Satellites). Si tratta del terzo satellite Ikuns lanciato, dopo il successo di 1Kuns-Pf, la cui missione si è conclusa nell’estate 2020, e di WildTrackCube-Simba, operativo in orbita dal marzo 2021.

Come i suoi predecessori quindi, anche LedSat ha visto il coinvolgimento di studenti di università keniane in alcuni ambiti specifici della progettazione e sviluppo degli elementi di volo e del Ground Segment, con finalità tecnico-scientifiche ma anche una valenza didattica, nonché benefici in senso più ampio nella collaborazione con l’ltalia per le attività spaziali. Il CubeSat LedSat vuole dimostrare un innovativo metodo di navigazione e tracking per piccoli satelliti, e sarà equipaggiato con 140 diodi luminosi Led in grado di essere tracciati da telescopi a terra. Questi sono in grado di determinare l’orbita del satellite e di ricostruirne l’assetto solo grazie all’esecuzione dei flash delle varie facce del LedSat, i cui pattern sono stati studiati appositamente per massimizzare la tracciabilità del satellite e la facilità nella ricostruzione d’assetto. Nelle attività svolte e completate a Brno e a Kourou hanno partecipato rispettivamente quattro e due studenti della Sapienza e membri del team LedSat. Il progetto è stato selezionato nel 2017 per la seconda edizione del Programma “Fly Your Satellite!” dell’Esa, che fornisce supporto tecnico allo sviluppo del satellite, organizza le revisioni tecniche per le diverse fasi del progetto ed offre un’opportunità di lancio per i cubesat che ne beneficiano. Il lancio è avvenuto dalla base europea di Kourou, in Guyana Francese.

Per Vega è stato del secondo volo dell’anno, a 10 mesi di distanza del lancio VV17 in cui si era registrata un’anomalia. “I successi dei voli VV18 e VV19 hanno dimostrato i risultati del duro lavoro di Avio e dei nostri partner, confermando Vega come un razzo affidabile e competitivo”, ha commentato Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di Avio, l’azienda italiana che produce il vettore. “Ora guardiamo con determinazione e fiducia al prossimo volo VV20 previsto per il quarto trimestre di quest’anno e al debutto del Vega C, previsto nel 2022”.

Carico principale di questo lancio era il satellite Pléiades Neo 4, il secondo dei quattro satelliti che comporrà la mini-costellazione interamente realizzata e gestita dall’azienda europea Airbus, e altri 4 piccoli satelliti tra cui Ledsat, un piccolo satellite di 10 centimetri di diametro sviluppato da studenti e ricercatori del laboratorio S5Lab (Sapienza Space Systems and Space Surveillance Laboratory) coordinati da Fabrizio Piergentili e Fabio Santoni della Sapienza e che ha visto anche il coinvolgimento di studenti di università keniane. Il satellite selezionato nel programma “Fly Your Satellite!” dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha a bordo 140 luci led che possono essere visti dai telescopi di terra per tracciarne l’orbita e conoscerne l’assetto. I satelliti sono stati rilasciati su orbita differenti grazie alla versatilità assicurata da Vega, afferma Stéphane Israël, amministratore delegato di Arianespace, “un pilastro chiave di un accesso autonomo allo spazio per l’Europa, consentendo l’espansione dei benefici dallo spazio alla terra”.

Ultimo dei passeggeri a bordo è Bro-4, il quarto minisatellite di una costellazione realizzata da una start-up francese pensata per identificare i segnali radio di tutte le navi e le imbarcazioni ‘attive’ del pianeta e che fornirà in futuro una serie di servizi per la sorveglianza e la navigazione.

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