sabato, Giugno 15, 2024

LA SICUREZZA EUROPEA NEL MIRINO DI PUTIN

The Science of Where Magazine incontra Adriana Cerretelli, editoralista del Il Sole 24 Ore, saggista, docente universitaria, attenta osservatrice delle dinamiche europee.
Ciò che sta accadendo alle porte dell’Europa mette in evidente difficoltà l’Europa stessa e il suo futuro. Ci domandiamo fino a dove si spingerà Putin e quanto pesa, in questa situazione, una Europa senza un esercito e una difesa comuni.
Nota Cerretelli: Non c’è dubbio che sia l’Europa e il nuovo ordine di sicurezza continentale il vero obiettivo dell’invasione russa dell’Ucraina. Questa mi pare l’unica certezza di un’operazione che rappresenta un tragico salto nel buio per tutti. Nessuno sa che cosa abbia in testa Putin, che ieri sera ha addirittura evocato l’uso dell’arma nucleare. L’assenza di una difesa europea come la sua sudditanza alle forniture energetiche russe, in breve la sua forte vulnerabilità, hanno di sicuro favorito la scommessa strategica del Cremlino.
L’accenno alla vulnerabilità dell’Europa è assai interessante e le ricadute economiche di questa fase drammatica sono già preoccupanti. Sia l’ Ambasciatore Maurizio Melani che il Generale Vincenzo Camporini, da noi intervistati, hanno sottolineato come le sanzioni siano un’arma a doppio taglio, da maneggiare con cura.

Dice Cerretelli: Quando si esclude l’intervento armato addirittura prima dell’invasione, come hanno fatto l’America di Biden e la Nato, ci si disarma politicamente, e preliminarmente, di fronte all’avversario. Le sanzioni diventano quindi una opzione obbligata. Quanto efficaci e’ tutto da dimostrare. Di sicuro sono uno strumento che danneggia chi le riceve ma anche chi le decreta. E questo è un serio problema per il mantenimento alla lunga dell’unità europea e transatlantica perché le divisioni di interessi dentro l’UE sono note e non di poco conto.

Putin approfitta di un Occidente diviso in termini sostanziali. Le autocrazie, soprattutto con la loro capacità di disinformazione e utilizzando la retorica di un passato che non passa, stanno mostrando i muscoli. Dovremmo pensare all’importanza, nel futuro già presente, di un’alleanza euro-atlantica degna di questo nome. Ci domandiamo se sarà possibile.
Sottolinea Cerretelli: La coesione interna del fronte occidentale non è di ferro. Ma è stato proprio Putin, prima con il suo revanscismo nazionalista scatenato e rivendicazioni irricevibili e poi con l’aggressione all’Ucraina, a ricompattarne i ranghi. Che per ora tengono con un’armonia apparente che non si vedeva da decenni. Quanto il rapporto euro americano sia solido e quanto riuscirà ad arginare l’esondazione delle autocrazie, russa e cinese, dipenderà dall’esito della guerra in corso. Al momento mi sembra impossibile, purtroppo, prevedere come finirà. Spero non in una tragedia collettiva.
Tutti noi ci auguriamo, come già notavamo, che la parola passi alla diplomazia e alla deterrenza, e non più alle armi.

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