martedì, Settembre 28, 2021

IL FUTURO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI ? NELLA “SCIENZA DEL DOVE”

Questa riflessione è l’inizio di una serie. Ho più volte sottolineato l’impatto delle innovazioni tecnologiche sulle relazioni internazionali. E’ un impatto che modifica nel profondo i processi storici così come, è ormai evidente, rappresenta un fatto di potere tra le grandi potenze globali (si pensi, solo per fare un esempio, alla competizione tra USA e Cina sulle tecnologie emergenti).

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Ciò che interessa questo magazine è lavorare sul rapporto tra il futuro del contesto internazionale e le metamorfosi provocate dalla tecnologia.

Molti riflettono sul nuovo ordine internazionale, un tema classico nell’ambito degli studi di relazioni internazionali. Ebbene, l’idea di ordine nel tempo della digitalizzazione assume caratteristiche molto diverse dal passato. Non più un ordine top-down, dominante nel senso che vuole determinare i mondi sottostanti a quello delle classi dirigenti, ma un ordine capace di lasciare spazio all’auto-determinazione sostanziale dei contesti nell’ambito di un quadro generale di regole. Per non apparire ingenuo, la condivisione di tali regole è tutt’altro che un tema scontato ma è una questione che occorre valutare con attenzione. Lo faremo in prossime riflessioni.

Intanto, in questo primo contributo, intendo porre la questione della “glocalità” come nuova frontiera. Se nessun fenomeno nasce all’interno dei nostri territori, tutti i fenomeni storici hanno ricadute all’interno dei territori stessi: ciò comporta, inevitabilmente, che i processi storici assumano caratteristiche differenti in ogni territorio.

Questo aspetto è fondamentale per introdurre la cultura della “scienza del dove”. Le soluzioni tecnologiche affrontano problemi “glocali” e guardano dentro ogni realtà, nel profondo, focalizzando gli interventi in un processo di “location intelligence” per leggere le dinamiche e lavorare i dati che l’uomo produce nella sua mobilità, geolocalizzandoli. Le soluzioni della “scienza del dove” sono politicamente rilevanti perché sono ispirate e finalizzate al bene dell’uomo e al bene comune delle collettività umane in simbiosi con l’ambiente circostante del quale l’uomo è parte.

Cercheremo di mostrare come, attraverso le tecnologie della “scienza del dove”, possa nascere una nuova idea di ordine o, per meglio dire, della infinità di ordini nei mondi che evolvono. E’ tempo di progettare l’inizio dei nuovi futuri.

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